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Di Vito iw0gac
Questo articolo riporta alcune considerazioni tecniche e non tecniche sul perchè dobbiamo acquistare il DVDongle per utilizzare il computer per interagire con il sistema DSTAR.
Sebbene mi occupo di tecnologia digitale da molti anni, onestamente devo ammettere che ancora fino ad oggi non avevo ben chiaro come era stato sviluppato il sistema di compressione della modulazione per il DSTAR.
Pensavo che fosse stato impiegato un classico sistema ma mai avrei pensato che la soluzione implementate portasse a tali vincoli.
Mosso quindi da questa curiosità ma soprattutto dal fatto che non capivo come mai dovessi acquistare il DVDongle per "parlare" con il mio PC sul sistema DSTAR, sono andato alla ricerca del perchè. Analizzando i componenti utilizzati per la codifica audio utilizzata dal DSTAR ho scoperto che si tratta di un sistema denominato AMBE.
Ecco cosa viene riportato sul manuale visibile sul sito dell'importatore italiano:
"Funzione D-STAR* (Digital Voice+Dati) Questa serie di apparati supportano il modo digitale D-STAR* (è necessario fare uso del modulo opzionale UT-121) con codec AMBE. Possono essere inviati dati a 950bps simultaneamente sulla trasmissione vocale digitale."
Per alcuni di voi molto più preparati di me, sarà perfettamente inutile leggere queste poche righe ma per gli altri posso dire che, per trasformare la voce da analogica a digitale, si utilizzano degli algoritmi che riescano a convertire la voce prelevandola da una fonte conosciuta (microfono) e metterla sottoforma di informazioni numeriche. Uno di questi algoritmi è il famoso "mp3".
Bene, per i progettisti del DSTAR, è stato necessario quindi cercare un algoritmo in grado di essere impiegato per le comunicazioni radio. Per fare questo infatti il segnale del microfono deve essere prelevato digitalizzato ed inviato all'altro corrispondente. La fase di digitalizzazione avviene all'interno di un integrato comunemente chiamato "codec" (in forma abbreviata codificatore decodificatore) il quale preleva in ingresso il segnale analogico lo trasforma e lo invia all'uscita.
All'uscita un diverso componente provvede alla trasmissione del segnale, prelevando i bit contenenti la voce, aggiungendo degli header al segnale per identificare la trasmissione (es. il vostro nominativo "iw0gac") e lo trasmette secondo il formato previsto dal protocollo DSTAR.
Qui nascono le mie considerazioni relative al codec utilizzato.
I progettisti della ICOM, quando hanno progettato questo sistema, hanno dovuto ragionare su parecchi aspetti ma uno di questi è stato sicuramente l'impiego di banda per far transitare i dati dalla stazione trasmittente verso quella ricevente. Qui secondo me sono andati alla ricerca di un sistema che permettesse loro di convertire il più rapidamente possibile la voce e che, una volta convertita non occupasse molta banda in fase di trasferimento dalla stazione "A" alla stazione "B".
Il requisito di rapidità sicuramente scaturisce da una profonda conoscenza del settore radioamatoriale e dal tentare di raggiungere il livello quanto più vicino possibile a quello attuale. Sento molti radioamatori parlare dei vari ritardi che si scoprono in apparati analogici in uso fino ad oggi, figuriamoci se questi ritardi fossero stati amplificati anche in digitale.
La ICOM quindi per rispettare questo e tanti altri requisiti, ha pensato di proporre per la codifica del canale audio un CODEC "AMBE" che sicuramente soddisfa questi e molti altri requisiti infatti provvede a comprimere al massimo il canale voce. Purtroppo mi preme far presente che è stato realizzato con una tecnologia proprieratia. Nella pratica posso dire che su questo oggetto esiste un brevetto commerciale e per l'uso di tali dispositivi, giustamete, occorre pagare dei diritti.
Per i più curiosi riporto un estratto ripreso dal sito "http://www.dvsinc.com/index.htm" della società DVSI (Digital Vois System, Inc)
"Licensing
Use of the AMBE standard requires a license from Digital Voice Systems, Inc. While a licensing fee is due for most codecs, DVSI does not disclose software licensing terms. Anecdotal evidence suggests that licensing fee begin from between $100,000 to $1 million."
Si, avete visto bene, se non si vuole utilizzare l'hardware e fare tutto via software si può chiedere ed ottenere le specifiche, basta pagare dai $100.000 a $1.000.000 di dollari altrimenti molto più semplice possiamo acquistare un semplice integrato e realizzare un oggetto come ha fatto AA4RC con il DVDongleche ci permette di parlare anche dai nostri computer quando siamo fuori casa.
A questo punto vorrei far notare il mio personale disappunto su questa scelta che sebbene per ICOM è stato sicuramente un punto di forza che le ha permesso di realizzare questa linea di apparati, per noi radioamatori invece è limitativa perchè non si presta a soluzioni alternative aperte e meno costose. Dal mio modo di vedere la soluzione tutta via Software sarebbe stata la migliore piuttosto che essere obbigati a dover utilizzare per forza un dispositivo hardware per decodificare il segnale DSTAR.
Concludo con una provocazione, chissà quando riusciremo a vedere il primo apparato con un sistema operavivo come Linux un pò come oggi si fa con i telefoni cellulari :-)
Se siete arrivati a òeggere fin quì vuol dire che il racconto è stato interessante e per questo vi ringrazio.
Sono comunque disponibile aparlarne approfonditamente scrivetemi pure
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'73 de Vito iw0gac |